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Fasi di confezionamento
La cravatta può essere confezionata in tre modi: completamente a mano, a macchina con rifiniture a mano e interamente a macchina. La cravatta artigianale su misura è confezionata dal cravattaio solo con procedimenti manuali ed utilizzando solo seta tessuta che è caratterizzata dalla lavorazione dell’armatura, ossia la modalità di intrecciare i fili dell’ordito con quelli della trama. Questa seta, sicuramente più costosa di quella stampata, non solo regala alla vista sfumature di luce, di ombre e di colori uniche e che si modificano a seconda delle diverse prospettive dalle quali si osserva la cravatta, ma anche quella che gli intenditori chiamano una “bella mano”, ossia una gradevole e particolare sensazione trasmessa al tatto. La cravatta può essere di due tipologie: quella tradizionale, cucita unendo i due pezzi di stoffa esterni insieme con l’anima o “triplure”, e la cravatta sette pieghe, creata con un unico pezzo di stoffa e senza “triplure”. La cravatta sette pieghe non ha la “triplure” perché i bordi vengono ripiegati manualmente sette volte, 4 su un lato e tre sull’altro, prima di venire cuciti a mano dal cravattaio, e la sua caratteristica principale è la maggiore quantità di seta utilizzata. Nella cravatta tradizionale, la qualità della manifattura è influenzata anche dal materiale scelto per la “triplure” che deve essere di lana e non di sintetico. Questo elemento conferisce alla cravatta una “bella mano”, un’ottima tenuta e consistenza del nodo, una perfetta caduta dei lembi che permette di evitare lo stropicciamento e l’incurvatura della cravatta, ed un’ottima ripresa della forma una volta sciolto il nodo.
La prima fase per confezionare la cravatta tradizionale è quella del taglio della stoffa. Questa operazione deve avvenire manualmente, seguendo una linea a 45° rispetto alla cimosa, al fine di evitare cedimenti delle trame dei tessuti e per evitare che la cravatta finita si avviti su se stessa. Si assemblano manualmente i due lembi, ossia i due ritagli del tessuto esterno, quindi si passa alla ribattitura delle cuciture con il ferro da stiro e, di seguito, alla cucitura delle fodere alle estremità dei lembi. La fase successiva, con l’inserimento dell’anima e la chiusura della cravatta, è quella più delicata. Viene eseguita manualmente dal cravattaio attraverso un’attenta e minuziosa cucitura longitudinale, con l’utilizzo di un lungo filo chiamato filo di riserva, per fissare la pala (la parte più larga o frontale), il codino (la parte più stretta o posteriore) e l’anima. L’ultima operazione consiste nel far rientrare le due estremità della “triplure” nelle tasche formate dai due pezzi di fodera.
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